1 marca, 2 marche, 3 marche da 16,00 euro…

Pubblicato il 3 settembre 2011 alle 8:41 7 Commenti

Dopo il post di qualche giorno fa sulle traduzioni giurate mi sono arrivate tantissime mail di colleghi che mi chiedevano come comportarsi rispetto al discorso delle marche da apporre sulle traduzioni da asseverare. Il problema non è da poco, soprattutto per il cliente, che vede lievitare il preventivo in funzione del numero di marche che andranno sul suo documento una volta giurato.

Purtroppo non è possibile dare una risposta univoca. Per quanto riguarda il Tribunale di Pisa bisogna prevedere una marca da bollo di € 16,00 ogni 4 pagine del documento tradotto (ovvero sulla prima, quinta, nona, tredicesima, ecc.) comprendendo nel calcolo anche il verbale di giuramento. Il funzionario presso il Giudice di pace di Pisa chiede anche una marca da € 3,68 (diritti di cancelleria) per ciascun documento. Ogni pagina deve avere massimo 25 righe di testo. So che in alcuni Tribunali il conteggio viene effettuato tenendo conto anche del documento originale.

Alcune traduzioni sono esenti da bollo per legge (adozioni, borse di studio, divorzio, lavoro e previdenza, ecc.). Per queste ultime è necessario riportare sul verbale di giuramento gli estremi della legge che prevede l’esenzione.

Il consiglio generale è quello di rivolgersi sempre alla cancelleria del Tribunale dove si andrà a giurare il documento, in modo da evitare sorprese dell’ultimo minuto e trovarsi nella condizione di dover modificare il preventivo fatto al cliente, dare spiegazioni antipatiche e risultare poco professionali.

Per quanto riguarda il formato del testo tradotto (che ovviamente incide sul conteggio del n. di pagine)… Ci sono traduttori che, per non allontanarsi dall’impaginazione del testo originale fornito dal cliente, riproducono esattamente lo stesso formato anche sul file tradotto (facendo talvolta sforzi non indifferenti!!). In questo modo il cliente è contento, i documenti sono uguali, stesso formato, stessa impaginazione.  In realtà alcuni Tribunali rispediscono tranquillamente il traduttore a casa quando si trovano documenti così formattati e gli dicono di tornare con l’impaginazione richiesta di 25 righe al massimo con  margini di 1 mm. a destra e a sinistra, in modo da poter apporre i timbri del Tribunale senza che sia toccato il testo della traduzione. Fa niente se la traduzione risulta poi sfalsata, in termini di impaginazione, rispetto al testo originale. Quello che conta sono sempre e comunque le 25 righe.

Mi piacerebbe che i traduttori che lavorano con i Tribunali intervenissero in questa discussione indicando la loro esperienza.

  1. […] * Attenzione: questo è il regime  fiscale valido presso il Tribunale e il Giudice di Pace di Pisa. So da colleghi traduttori che operano presso altri Tribunali che non funziona così ovunque (ci sono, tanto per fare un esempio, Tribunali in cui la marca da bollo dev’essere apposta sia sul documento tradotto che sul documento originale con conseguente aumento dei costi per le spese vive). Ne ho parlato per esteso qui. […]

  2. stefania ha detto:

    Salve, ho letto il suo post con molto interesse, ed in effetti ho notato anch’io queste discordanze fra un tribunale e l’altro, anche nell’ambito della stessa regione! A Catania e Paternò, ad es., si considera solo una marca da 14,62 ogni 4 pagine, senza contare il verbale; a Siracusa, invece, il verbale viene considerato come una pagina, dunque occorre una marca in più! E comunque nessuno si prende la briga di contare il nr. di righe. Finora non mi è mai capitato di tornare a casa per riformattare il testo, ma alla Procura (per le legalizzazioni) talvolta mi è stato richiesto il documento originale, quando invece il cancelliere del tribunale ha provveduto all’asseverazione senza alcun problema, anche sulla fotocopia non autenticata dal notaio! Questa è l’Italia!
    Buon lavoro a tutti

    • Simonetta ha detto:

      Sono una traduttrice che giura le traduzioni sia al Tribunale di Ancona che occasionalmente in quello di Roma. I criteri dei due tribunali sono diversi: ad Ancona si applica una marca da 14.62 sul verbale di giuramento, e questo raddoppia il costo dei documenti brevi, quelli più spesso tradotti dai privati, come certificati di nascita, matrimonio, residenza ecc. A Roma si contano le famose 25 righe, che inglobano anche la formula di giuramento, quindi per avere il numero delle marche è sufficiente calcolare 1 pagina in più oltre al testo della traduzione. Ad Ancona si può giurare senza formalità una fotocopia, a Roma occorre dichiarare nella formula di giuramento se si tratta di traduzione allegata a documento originale o a fotocopia autenticata o fotocopia non autenticata. L’impaginazione a 25 righe è gradita nei due tribunali ma non tassativa, eventualmente se il cancelliere ritiene che sono state messe troppe righe per pagina, vengono ricontate le righe e si devono aggiungere le marche da bollo necessarie.

      • Elisa ha detto:

        Buongiorno a tutti,

        io assevero a Roma. Confermo quanto detto da Simonetta e specifico che, nelle istruzioni che rilascia ai traduttori, il tribunale di Roma chiede 1 marca da bollo ogni 100 righe o ogni 4 pagine (nel senso che se si traducono 5 documenti per un’unica pratica, che devono rimanere su 5 pagine separate, per un totale di 30 righe, occorre comunque mettere 2 marche. Il calcolo si fa sulla traduzione E sul verbale di giuramento (di cui peraltro il modello è fisso e non modificabile, lo so per aver provato a cambiarlo leggermente pur mantenendo tutte le info proprio per snellirlo, me lo hanno fatto sostituire). Invece non si calcola l’originale e non pretendono alcunché per i diritti di cancelleria.
        Per quanto riguarda il FORMATO, io cerco sempre di riprodurre il più possibile quello dell’originale e non mi hanno mai fatto alcuna obiezione (ma naturalmente ho sempre lasciato lo spazio per la marca da bollo sulla pagina dove va apposta). Non pretendono che ogni pagina abbia solo 25 righe di testo (infatti non è scritto nelle loro istruzioni) ma nel caso di testi fitti mi è capitato che contassero le righe ad una ad una, quindi bisogna essere precisi nel calcolo delle marche. Del resto non credo neanche che sarebbe possibile pretendere che ogni pagina abbia al massimo 25 righe perché a me è capitato, tra l’altro, che un cliente volesse l’asseverazione di due documenti in cui anche l’impostazione grafica era importante.
        Il tribunale accetta sia originali sia copie conformi e fotocopie, ma bisogna specificare sul verbale cosa si è usato.

        Elisa

  3. Laura Cattaneo ha detto:

    Ciao Sabrina, ti segnalo che presso il Tribunale di Milano la marca per i diritti di cancelleria NON è necessaria. Tutto il resto coincide, compresa la poca (o nessuna) flessibilità per il formato della traduzione. Segnalo inoltre che il sabato mattina (non tutti sanno che i tribunali sono aperti anche il sabato mattina) si trova in genere pochissima gente. Alternativa è arrivare alle 8:30 nei giorni feriali, orario di apertura dello sportello asseverazioni (che però può essere arduo nel traffico di Milano!). Cari saluti, Laura Cattaneo

  4. Viviana ha detto:

    salve a tutt*,
    io invece ho lavorato vari anni per il Tribunale di Gaeta (LT), nel Lazio.
    Anche là non è stato mai richiesta la marca per i diritti di cancelleria.
    La marca da bollo, confermo, è una ogni 4 pagine e viene contata la pagina dell’asseverazione.

    Che pizza che sia aumentata così tanto la marca da bollo.
    I clienti non sempre lo capiscono.
    P.s. io traduco da/per la lingua araba

  5. […] e legalizzazione dei documenti (per ulteriori info rimando a un esaustivo articolo di STL Formazione): informatevi nel tribunale più vicino (qui potete scaricare il modulo di asseverazione per il […]


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