La Giornata del Traduttore 2014 | Tiriamo le somme

Pubblicato il 17 ottobre 2014 alle 16:07 0 Commenti

 

GdTrad 2014 - manisu

di Chiara Serani

Si è conclusa ormai da tre settimane la Giornata del Traduttore 2014, organizzata da STL insieme alla European School of Translation, ed è venuto il momento di tirare le somme di quest’esperienza e di fare, aiutati dalla distanza temporale, qualche riflessione a freddo che possa servire per il futuro e guidarci verso i prossimi appuntamenti.

Dopo l’edizione inaugurale del 2013, anche questo secondo evento, dedicato all’internazionalizzazione, è stato accolto da una grande partecipazione di pubblico; abbiamo registrato, infatti, un vivissimo interesse sia nei confronti della Giornata che dei due laboratori di formazione del 19 settembre, tenuti rispettivamente da Anna Mioni e, in collaborazione, da Andrea Spila e Marco Cevoli.

Pensati come un preludio agli incontri del 20, i laboratori hanno in fondo rivelato la vera anima del nostro Convegno, rivolto a una professione in continua evoluzione e quindi obbligata a un continuo processo di aggiornamento. Il ruolo della formazione e dell’approfondimento rimane imprescindibile in un lavoro che, come questo, non si improvvisa: non si può infatti pensare di diventare traduttori editoriali dal nulla, ce lo ha detto a chiare lettere Anna Mioni, né si possono ignorare, come ci hanno spiegato Andrea Spila e Marco Cevoli, gli incessanti progressi dei più moderni software di ausilio al traduttore tecnico. Formazione e aggiornamento, dunque: due cifre di lettura e due linee guida che rimarranno sempre una costante in ogni attività della European School of Translation e di STL.

Dopo un pomeriggio di lavoro, la sera del 19 non è mancato un momento di svago con l’apericena organizzata presso il Grand Hotel Duomo, un’occasione per incontrare da vicino i partecipanti e farci conoscere meglio in un’atmosfera conviviale e rilassata. Abbiamo rivisto con piacere volti che ci sono noti da tempo e incontrato volti nuovi: ringraziamo gli uni e gli altri per essere stati con noi e per aver arricchito l’esperienza della Giornata 2014.

Il Convegno, e ormai possiamo dirlo grazie ai numerosi e generosi feedback, è stato un successo. Il Palazzo dei Convegni di Pisa ha accolto tutti noi come una grande e bella cornice in cui scambiarsi idee, impressioni, progetti e molto altro ancora. Per chi si fosse perso l’evento, ecco un breve résumé.

Aperti i lavori, il primo a parlare è stato Giovanni Roncucci, che ha introdotto il tema dell’internazionalizzazione inquadrando meriti e demeriti dell’impresa italiana nell’ambito del mercato globale ed enfatizzando l’importanza del marketing e dei consulenti, anche linguistici, nelle strategie di esportazione del Made in Italy. A seguire, Andrea Spila ha raccontato alcune storie di traduttori alle prese con le sfide della globalizzazione, dando voce a chi ha deciso di reinventarsi mediatore linguistico e culturale collaborando così al successo di alcune delle nostre aziende nel mondo. Laura Scalabrini e Raffaele Tutino hanno presentato il lavoro del localizzatore di software, illustrandone difficoltà e complicazioni ma sottolineandone anche l’irrinunciabilità in un settore in continua espansione (com’è, per esempio, quello del mercato dei videogiochi). Infine Marco Cevoli ha raccontato la sua personale esperienza di localizzatore di siti web, parlandoci attraverso l’ottica particolare di un traduttore italiano operativo a Barcellona.

Si è così conclusa la mattinata, seguita dal pranzo inteso come momento ricreativo ma, soprattutto, pensato come occasione di networking e spazio d’incontro fra professionisti del settore. Abbiamo assistito, speriamo, alla nascita di rapporti durevoli e collaborazioni fruttuose! A questo proposito, un grazie sentito a chi ha messo a disposizione i propri biglietti da visita e li ha scambiati con gli altri partecipanti, contribuendo a fare così della Giornata, ci auguriamo, un evento dalle ricadute immediatamente concrete.

I lavori sono ripresi nel primo pomeriggio e sono stati introdotti dalle parole del Vicesindaco di Pisa, Paolo Ghezzi, che ha voluto testimoniare, con la sua presenza, l’apertura della città agli eventi congressuali e culturali di volta in volta organizzati e l’interesse per temi tanto attuali quali quelli dell’internazionalizzazione e della mediazione linguistica. L’intervento del Vicesindaco è stato seguito da un intermezzo in cui Antonio Veronese e Rita Paciello, parlando rispettivamente a nome del Consorzio Visit Pisa e della sezione pisana di Federalberghi, hanno sottolineato l’importanza per lo sviluppo nazionale e locale di una cultura dell’accoglienza e hanno spiegato come, rispetto all’offerta turistica, il lavoro dei traduttori sia d’importanza strategica. Tornata la parola ai relatori della Giornata, Anna Mioni ha illustrato quali siano le ricadute dell’editoria digitale sul lavoro dell’agente e del traduttore letterario e come sia sempre più difficile per l’editoria “tradizionale”, in una fase di grande crisi, tenere il passo con altre forme di pubblicazione ed entertainment. Barbara Ronca ha invece parlato del suo lavoro di traduttrice di testi di viaggio (dalle guide alle riviste ai diari) e di una specializzazione che richiede competenze sempre nuove e diverse e che permette al lettore di “internazionalizzare” la propria esperienza di lettura. Ultimo relatore della Giornata, il commercialista e revisore Giuseppe Bonavia, qualificato sui temi fiscali relativi al mondo della traduzione, ha parlato di comunicazioni Intrastat e comunicazioni Black List, chiarendo le idee su un argomento così ostico a molti di noi.

Gli interventi dei relatori sono stati sempre accompagnati dalla partecipazione diretta del pubblico presente, espressa con domande, interventi, considerazioni… Abbiamo apprezzato il contributo di tutti, e fin dall’inizio del nostro progetto ci eravamo prefissi ed augurati proprio di riuscire a coinvolgere i partecipanti e farli sentire componenti essenziali di un evento incentrato su di loro, che li rendesse, insomma, protagonisti della propria formazione e del proprio aggiornamento professionale.

Alla fine, insieme a tutti coloro che sono stati con noi, abbiamo compreso che non dobbiamo lasciarci intimidire dalle sfide della globalizzazione, ma anzi coglierle come opportunità per rinnovarci professionalmente, e che essere traduttori nel nostro tempo significa dover acquisire molte altre competenze rispetto a quelle puramente linguistiche, oggi davvero insufficienti a svolgere in maniera adeguata un lavoro che cambia in un mondo che cambia. Da qui ripartiremo sicuramente, guardando al futuro arricchiti da un’esperienza che, se è già alle nostre spalle, si profila come bagaglio irrinunciabile per il prossimo viaggio.

A presto!


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