Diventaretraduttori.com, una nuova community per traduttori

Pubblicato il 10 gennaio 2018 alle 11:19 0 Commenti

Un nuovo sito con le domande giuste per traduttori agli inizi, ma anche per chi ha ancora qualche dubbio.

Qualche mese fa è nata una nuova community per traduttori, www.diventaretraduttori.com, un sito che ambisce a contenere tutte le risposte per chi vuole lavorare (o già lavora) nel settore dei servizi linguistici. Attualmente il sito offre più di 150 domande, numero che aumenta ogni settimana, con le relative risposte, formulate dal punto di vista del fornitore dei servizi. Le domande spaziano dai consigli per avviare l’attività alla tecnologia, dalla formazione all’associazionismo, dal marketing ai suggerimenti per organizzarsi come lavoratori autonomi.

Abbiamo intervistato Marco Cevoli e Sergio Alasia, gli ideatori del progetto, per sapere qualcosa in più riguardo a questa iniziativa.

“Fondamentalmente, odiamo ripeterci” così ha esordito Marco, che puntualizza: “Mi spiego meglio: oltre all’attività di traduzione, in Qabiria, la nostra azienda, offriamo anche corsi di formazione per traduttori e fornitori di servizi linguistici. Le domande che ci vengono rivolte in queste occasioni sono quasi sempre le stesse. Per questo abbiamo pensato di raccoglierle tutte in un unico posto e metterle a disposizione gratuitamente. Possiamo dire che per noi è un modo di lavorare meno. Se la domanda è già presente online, rispondiamo con un link”.

“Marco l’ha detto in modo un po’ ironico, ma in linea di massima il motivo è quello”, ha proseguito Sergio, l’altra metà di Qabiria. “Nel corso degli anni abbiamo scritto moltissimi articoli, blog post, abbiamo persino pubblicato un paio di libri per traduttori [Guida completa a OmegaT e Il traduttore insostituibile], insomma abbiamo accumulato un patrimonio di conoscenza che riteniamo possa essere molto utile a chi inizia o a chi ha meno esperienza. Quando abbiamo scoperto che esisteva un modo semplice di allestire un sito di sole domande e risposte, abbiamo pensato ‘Perché no?’ e in un paio di settimane abbiamo lanciato il tutto, non senza prima sottoporre il progetto all’approvazione di STL Formazione, che è diventato nostro partner a livello di comunicazione e promozione dell’iniziativa”.

Il sito si basa su un’applicazione web, Question2Answer, che consente di organizzare le domande e le risposte in categorie, di aggiungere tag e di visualizzarle in modo pratico ed essenziale. Il tutto è liberamente fruibile: chi si registra ha il vantaggio di poter porre domande, ma anche come utenti non registrati si possono consultare tutte le domande e tutte le risposte.

Abbiamo chiesto a Marco com’è possibile conciliare un sito totalmente gratuito con un’attività commerciale e ci ha spiegato che “DiventareTraduttori ha ovviamente comportato un certo investimento in termini di ore. Per l’introduzione delle prime 100 domande ci siamo avvalsi della collaborazione di una delle nostre traduttrici, Sara Bua, che ha fatto un ottimo lavoro. Successivamente io e Sergio abbiamo inserito le risposte man mano, anche con l’aiuto di altri colleghi e colleghe. Abbiamo pensato ovviamente a un modo di monetizzare questo sforzo, ma non volevamo che incidesse direttamente sugli utenti del sito. Così abbiamo scelto di introdurre alcuni banner pubblicitari, abbastanza discreti, primi fra tutti quelli ai nostri libri, e una serie di link di affiliazione”. Per chi non conosce il termine, un affiliation link non è altro che un link che garantisce una piccola commissione se chi lo clicca finisce per comprare il prodotto o il servizio collegato. Per esempio, i vari libri citati sul sito sono collegati ad Amazon. Se un utente decide di acquistare uno di questi libri facendo clic su quel link, Amazon corrisponde a DiventareTraduttori una percentuale sull’importo del venduto.

“Non diventeremo certo ricchi in questo modo, perché la nicchia di mercato dei traduttori di lingua italiana non garantisce visite sufficienti al sito da renderlo una fonte di introiti. È semplicemente un incentivo per noi per impegnarci sul progetto a lungo termine. Naturalmente tutti i link di affiliazione corrispondono a prodotti che abbiamo testato o di cui siamo convinti, non è pubblicità gratuita. In futuro potremmo presentare sul sito anche offerte di formazione, come pacchetti di consulenza o webinar”.

Sfogliando le pagine del sito, si nota che le domande e le risposte sono quasi tutte scritte da poche persone, fra cui Marco e Sergio, appunto. Sergio mi spiega il motivo: “Il sito è completamente monitorato da noi. Tutto è sotto il nostro controllo: le registrazioni vengono approvate manualmente, così come vagliamo ogni singola domanda e risposta. A poco a poco, stiamo dando la possibilità di intervenire direttamente anche ad altri. Colgo l’occasione per ringraziare vivamente le persone che ci stanno aiutando a completare le domande ancora prive di risposta”.

Questo oneroso procedimento di controllo ha i suoi vantaggi, come spiega ancora Sergio: “Tutto è verificato prima di essere pubblicato. Ci riserviamo il diritto di modificare i testi in modo che siano privi di errori e in linea con lo spirito del sito. Ci prendiamo questa briga perché vogliamo che i contenuti di DiventareTraduttori restino di alta qualità. Non ci interessa accumulare centinaia di domande, magari mal formulate, e trasformarlo in una sorta di Yahoo! Answers, con commenti fuori luogo e totale anarchia”.

Del sito colpisce l’eterogeneità degli argomenti trattati. Per quanto tutti utilissimi a chi vuole trovare posto sul mercato della traduzione, si spazia in ambiti anche molto distanti fra loro. “A volte è difficile condensare in una risposta breve questioni che in realtà necessiterebbero riflessioni molto approfondite o la trattazione di concetti più generali legati al marketing e all’imprenditoria”, ci spiega Marco. “Noi cerchiamo, nei limiti della nostra conoscenza e delle nostre capacità, di dare consigli e suggerimenti pratici, sintetici e facilmente attuabili. Non vogliamo impelagarci in discussioni sui massimi sistemi o abbandonarci a polemiche da bar. Per quello c’è Facebook”.

È vero che tante risposte si possono trovare sui numerosissimi gruppi di Facebook o LinkedIn dedicati alla professione del traduttore, oppure sui forum di ProZ e di altri marketplace, ma, a quanto mi risulta, in italiano non esiste nessun sito simile a DiventareTraduttori. Nessuno dei tipici forum di traduttori offre un’esperienza utente così essenziale e una categorizzazione precisa dei contenuti.

Oltretutto DiventareTraduttori ha un meccanismo di votazione, mediante il quale ogni domanda sale o scende nella graduatoria a seconda dei voti positivi o negativi ricevuti. E lo stesso vale per le risposte. Il meccanismo è molto simile a quello usato in altri social network, come Reddit o Quora. In tal modo gli utenti decidono quali contributi devono restare a galla e quali “affondare”. Una prerogativa lasciata agli amministratori è quella di selezionare la risposta considerata migliore e chiudere la domanda. “Ci piacerebbe che gli utenti partecipassero attivamente a questa gara di popolarità. Stiamo pensando anche di introdurre badge o livelli per premiare chi è più attivo”, mi spiega Marco, “in modo che le domande più importanti siano immediatamente identificabili a chi entra per caso nel sito. Naturalmente ci vorrà tempo, ma siamo fiduciosi che DiventareTraduttori potrà trovare la sua giusta collocazione fra le risorse per traduttori”.

Nel variopinto panorama delle traduzioni e in particolare delle community e dei gruppi, DiventareTraduttori occupa già un posto ben preciso: è uno strumento in più per un pubblico definito, quello di chi è alle prime armi. Questa iniziativa, umile ma ben strutturata e contraddistinta dalla trasparenza, può contribuire alla crescita degli aspiranti traduttori che spesso non trovano nella formazione accademica tutte le risposte ai loro dubbi. Ci auguriamo che abbia la diffusione che merita.

Oltre al sito web, DiventareTraduttori è presente anche sui principali social network: TwitterInstagramFacebookLinkedin.

Per condividere post che possono interessare la community, basta usare l’hashtag #DiventareTraduttori.

 


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