Addio modelli Intrastat e Black List e via alle Mini-dichiarazioni IVA| Il Fisco per i Traduttori

Pubblicato il 13 dicembre 2016 alle 9:00 0 Commenti

di Giuseppe Bonavia

È una vera e propria rivoluzione quella che investirà i titolari di partita IVA dal 1 gennaio 2017: è infatti diventato Legge dello Stato il contenuto del D.L. 193/2016, che per l’anno venturo ha introdotto grandi novità in campo di adempimenti fiscali.

Dall’anno 2017 è abolito l’obbligo di invio telematico dei modelli Intrastat e dei modelli Black List, adempimenti questi ultimi che hanno complicato non poco la vita degli operatori. Fino ad oggi i titolari di partita IVA si sono divisi fra gli intraprendenti compilatori di Intrastat “fai-da-te” e coloro che invece hanno preferito incaricare il commercialista di effettuare sia la compilazione che il tempestivo invio telematico dei modelli. Sia gli uni che gli altri potranno finalmente togliere dal calendario queste scadenze trimestrali e trarre un sospiro di sollievo.

Ma la sensazione di leggerezza presto si rivelerà effimera, perché, come spesso accade, il rovescio della medaglia è costituito dall’istituzione di nuovi e ancor più impegnativi obblighi: prendono il via le Mini-dichiarazioni trimestrali IVA.

Ecco di che cosa si tratta.

I titolari di partita IVA (e più precisamente tutti coloro che sono tenuti all’invio delle dichiarazioni annuali IVA) dal 2017 dovranno anticipare il contenuto informativo della dichiarazione annuale, suddividendola in quattro mini-dichiarazioni riferite ciascuna ad ogni trimestre solare.

Queste dichiarazioni IVA trimestrali, oltre a contenere i dati che servono a determinare l’importo della liquidazione IVA trimestrale (e quindi la somma di IVA da versare o rimasta a credito) dovranno anche elencare tutte le fatture emesse e le fatture di acquisto del trimestre, al punto che potremo definire queste dichiarazioni degli “spesometri trimestrali” a tutti gli effetti.

Tutto quanto descritto in fin dei conti costituisce un inasprimento dei doveri dei contribuenti, che lascia sgomenti soprattutto in considerazione di un impianto sanzionatorio piuttosto severo a carico di chi ometta in tutto o in parte l’invio dei dati richiesti.

È comunque doveroso riferire, per completezza, che il legislatore ha stabilito di assegnare un credito di imposta di € 100,00, motivato come contributo alla spesa per l’adeguamento tecnologico, che il contribuente potrà utilizzare in conguaglio delle imposte dovute; quest’ultimo aspetto, a ben vedere, rappresenta una assoluta novità nel campo delle leggi che disciplinano gli obblighi dichiarativi a carico dei contribuenti, perché non si ha alcuna altra norma di tipo fiscale che sia stata concepita e scritta per lenire l’onere di adempiere alla legge con un ristoro economico.

Ne parleremo in modo approfondito in occasione del webinar che terrò il 20 gennaio prossimo per STL.

Giuseppe Bonavia è Dottore Commercialista e Revisore Contabile in Pisa, titolare dal 1990 di uno studio di consulenza e assistenza fiscale. Dal 2005 tiene corsi, seminari ed incontri dedicati a traduttori ed interpreti indipendenti o associati; collabora stabilmente con STL tenendo corsi in aula e effettuando eventi formativi e aggiornamenti on-line su piattaforma webinar. Dal 2015 fornisce consulenze in ambito fiscale e contributivo a prezzi convenzionati per i traduttori allievi di STL.

 

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